Siamo partiti da Trieste verso le 16, tappa a Ronchi per recuperare le mitiche mappe di Marco Bregant, dimenticate in ufficio. Poi di filato verso san Tomaso di Majano, attraverso le bellissime strade che da Udine portano a Fagagna e poi a San Daniele. A destinazione siamo stati accolti dal gentilisso Luciano, nostro contatto nella zona. Ci ha fatto da guida alla visita della piccola ma affascinante chiesa di San Giovanni da Gerusalemme, che si erge accanto al famoso Ospitale, in fase di ristrutturazione. Il posto è veramente suggestivo, se si pensa all’importanza del luogo nel Medioevo, tappa obbligata per tutti i pellegrini provenienti dal Nord e diretti a a Roma o Venezia per l’imbarco verso la Terrasanta. Scopriamo di essere i primi pellegrini da centinaia d’anni intenzionati a fare quel pezzo del cammino per intero. Il peso della responsabilità cresce esponenzialmente, come la nostra fame. Luciano ci accompagna dalla nostra “hospitalera”, Alvia, che ci accoglie altrettanto amorevolmente, e pur non avendo fatto ancora un metro a piedi, siamo trattati come delle rock star. Lo testimonia anche la visita dell’assessore durante la immeritata cena che Alvia ci ha preparato, bagnata dall’immancabile vino del pellegrino. Dopo il terzo bicchiere Luigi si ricorda che abbiamo bisogno del primo timbro sulle credenziali, e tentiamo invano di contattare Don Alfonso, il parroco, che però non risponde. Decidiamo di andare a vedere direttamente a casa sua, e lo troviamo ovviamente in pigiama, vista l’ora. Gentile anche lui, ci timbra le credenziali comunque,invece di sbatterci fuori dalla porta. Qui le cose si complicano, Luigi infatti dimentica il marsupio a casa del don, e ce ne accorgiamo solo mezzora dopo. Torniamo a recuperarlo, non nascondendo una sacrosanta vergogna. Finiamo la serata in un bar di Majano, dove Luigi per farsi perdonare offre da bere a tutti. Comunque tutti i contrattempi a qualcosa son serviti, Giacomo infatti al bar ha incontrato un vecchio amico d’infanzia che non vedeva da anni. Se non avessimo perso tutto quel tempo, non lo avremmo di certo visto.
Alla fine torniamo a casa di Alvia, e a subito a nanna. Cominciamo bene. Alè!