San Vito si sta come sugli alberi le foglie. Quelle primaverili però, belle leggere e fragranti. Nella piazza centrale il sole scende blando e taglia i palazzi. Madri e padri scorazzano pupetti, le vecchiette mangiano il gelato ai tavolini, ragazzini giocano la semifinale di ritorno di Champions League sul sagrato del duomo. Seduti su degli scalini osserviamo e ci riposiamo, la sigaretta brucia piano, la mente sgombra, siamo seduti e basta. Don Flavio ci accoglie al Patronato che è un signor Patronato, come ogni Patronato dovrebbe essere, per intenderci. Ci si lascia sciogliere dall’acqua calda, ci si cura la carne e si esce a cenare. Stasera una bella bistecca non ce la leva nessuno. Tagliata, gnocchi col ragù di anatra, tagliolini con asparagi e prosciutto di San Daniele, verdure alla griglia, patate al forno, vino rosso ad innnaffiare: non una modesta cena da pellegrino, ma oggi avevamo bisogno di un break, l’acido lattico abbondava, lo stomaco ragliava, dovevamo trattarci bene e così è stato.
26 aprile (epilogo)
30 aprile 2010 di camminodisantomaso
Alla fine una direzione è presa: partenza da Valvasone alle 17:06 (orario invernale). Dopo neanche mezz’ora siamo davanti alla stazione di S.Vito e ci incamminiamo verso il centro di questa ridente cittadina del pordenonese.